Con il completamento della crescita, l’espansione del mascellare può richiedere un supporto chirurgico. È in questo contesto che può trovare indicazione la SARPE acronimo di Surgically Assisted Rapid Palatal Expansion.
Un palato stretto non rappresenta esclusivamente una caratteristica anatomica, ma può essere associato a problemi di occlusione e a una discrepanza trasversale tra l’arcata superiore e quella inferiore. Durante la crescita, in molti casi è possibile intervenire attraverso dispositivi ortodontici che sfruttano la maggiore adattabilità delle strutture scheletriche.
Cos’è la SARPE
La SARPE è una procedura di espansione mascellare chirurgica utilizzata per aumentare trasversalmente l’ampiezza del mascellare superiore nei pazienti scheletricamente maturi.
L’obiettivo è facilitare l’espansione del mascellare attraverso un intervento chirurgico associato all’utilizzo di un dispositivo espansore.
Non bisogna quindi considerare la SARPE come un trattamento esclusivamente chirurgico o esclusivamente ortodontico. È un percorso nel quale chirurgia e ortodonzia lavorano in maniera integrata per ottenere l’ampliamento programmato dell’arcata superiore.
Palato stretto nell’adulto: perché l’ortodonzia può non essere sufficiente
La possibilità di effettuare una espansione del palato negli adulti dipende dalla maturazione delle strutture ossee.
Nel paziente in crescita, il mascellare presenta caratteristiche che possono permettere una risposta maggiore all’espansione ortopedica. Una volta raggiunta la maturità scheletrica, le resistenze ossee aumentano e il semplice utilizzo di un espansore può non essere sufficiente nei casi in cui sia necessaria una vera correzione scheletrica.
È quindi fondamentale distinguere un problema prevalentemente dentale da una reale discrepanza trasversale del mascellare.
Quando può essere indicata la SARPE
La SARPE può essere presa in considerazione nei pazienti adulti che presentano un deficit trasversale del mascellare superiore tale da richiedere un’espansione scheletrica.
Una delle manifestazioni che può accompagnare questa condizione è il morso incrociato posteriore. Il paziente può inoltre presentare un’arcata superiore particolarmente stretta rispetto a quella mandibolare.
L’indicazione, tuttavia, non viene stabilita osservando esclusivamente la forma del palato. È necessario valutare l’occlusione nel suo complesso, il rapporto tra le basi ossee e il percorso ortodontico necessario.
SARPE e chirurgia ortognatica sono la stessa cosa?
La SARPE appartiene all’ambito della chirurgia maxillo-facciale, ma non deve essere automaticamente identificata con il classico intervento di chirurgia ortognatica finalizzato al riposizionamento di mascella e mandibola.
In alcuni percorsi può rappresentare una fase specifica del trattamento di una discrepanza trasversale; in altri casi il paziente può presentare ulteriori alterazioni scheletriche che richiedono una pianificazione più articolata.
La diagnosi iniziale è quindi determinante per stabilire quale percorso sia realmente necessario.
Il ruolo dell’ortodonzia
Il trattamento ortodontico riveste un ruolo centrale. L’espansione ottenuta deve infatti essere integrata all’interno di un progetto complessivo finalizzato a raggiungere un’occlusione corretta e stabile.
Per questo motivo il percorso viene pianificato attraverso la collaborazione tra chirurgo maxillo-facciale e ortodontista.
Conclusione
La SARPE può rappresentare una soluzione per l’espansione del palato negli adulti quando è presente una discrepanza trasversale scheletrica del mascellare superiore e il trattamento ortodontico convenzionale non è sufficiente.
Non tutti i palati stretti richiedono però un intervento chirurgico. Una valutazione specialistica permette di distinguere le diverse condizioni e stabilire il trattamento più appropriato.
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