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Placche e viti dopo chirurgia ortognatica: devono essere rimosse? 

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Nella maggior parte dei casi, placche e viti dopo chirurgia ortognatica non vengono rimosse di routine. Sono infatti utilizzate per stabilizzare le strutture ossee nella posizione programmata e sono generalmente realizzate in titanio, un materiale biocompatibile.

Dopo un intervento di chirurgia ortognatica, osservando una radiografia post-operatoria è possibile vedere le placche e le viti utilizzate durante l’operazione. Una delle domande più frequenti dei pazienti riguarda proprio questi dispositivi: dovranno essere rimossi una volta completata la guarigione?

Perché vengono utilizzate placche e viti

Durante la chirurgia ortognatica, mascella e/o mandibola vengono riposizionate sulla base della pianificazione eseguita prima dell’intervento.

Una volta raggiunta la nuova posizione, è necessario mantenere stabili i segmenti ossei durante il processo di guarigione. Placche e viti permettono di ottenere questa fissazione.

Il loro ruolo è quindi direttamente collegato alla stabilità iniziale delle strutture operate.

Le placche in titanio possono rimanere nel tempo?

In assenza di problemi specifici, le placche in titanio possono generalmente rimanere nella sede in cui sono state posizionate.

Il paziente può vederle nelle radiografie eseguite successivamente all’intervento, ma la loro presenza, di per sé, non rappresenta un’indicazione alla rimozione.

Questo significa che non è normalmente previsto un secondo intervento soltanto perché la guarigione ossea è terminata.

Quando può essere necessaria la rimozione

La rimozione placche chirurgia ortognatica può essere valutata qualora si verifichi un problema specifico associato a una placca o a una vite.

Ad esempio, in presenza di un processo infiammatorio o di altre condizioni cliniche che rendano indicata la rimozione, il chirurgo può intervenire sul dispositivo interessato.

Non significa necessariamente dover rimuovere tutte le placche presenti: la decisione viene presa sulla base della situazione clinica del singolo paziente.

Cosa succede all’osso dopo la guarigione

Le placche hanno un ruolo importante soprattutto nella fase di stabilizzazione iniziale. Nel tempo, le strutture ossee attraversano il normale processo di consolidamento.

Per questo motivo, qualora successivamente si renda necessaria la rimozione di una placca per una specifica indicazione clinica, il chirurgo valuterà tempi e modalità dell’intervento in relazione alla guarigione raggiunta.

I controlli dopo la chirurgia ortognatica

Il follow-up permette di controllare non soltanto l’occlusione e l’evoluzione del risultato, ma anche lo stato delle strutture operate.

Eventuali dubbi relativi a placche e viti devono quindi essere discussi durante i controlli, evitando di considerare la loro semplice presenza come un problema.

Conclusione

Le placche e viti dopo chirurgia ortognatica  possono rimanere stabilmente nella loro sede senza creare problemi.

La rimozione viene valutata quando esiste una specifica indicazione clinica e deve sempre essere decisa dal chirurgo sulla base del singolo caso.

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