Quando si parla di chirurgia ortognatica, può sembrare naturale pensare che una mandibola troppo avanzata richieda un intervento esclusivamente mandibolare o che un problema del mascellare debba essere corretto intervenendo soltanto sulla mascella.
Nella pratica clinica, però, l’equilibrio del volto dipende dal rapporto tra entrambe le strutture. Per questo, in alcuni pazienti, il risultato funzionale ed estetico più appropriato può richiedere un intervento su mascella e mandibola nello stesso tempo chirurgico.
Si parla in questi casi di chirurgia bimascellare.
Perché non si interviene sempre su un solo osso
Mascella e mandibola non devono essere considerate come strutture indipendenti. La loro posizione reciproca determina l’occlusione e contribuisce in modo importante alle proporzioni del volto.
Una mandibola può apparire eccessivamente avanzata non soltanto perché è realmente troppo proiettata, ma anche perché il mascellare superiore si trova in una posizione arretrata.
Intervenire soltanto sulla mandibola, in un caso di questo tipo, potrebbe non rappresentare la soluzione più equilibrata.
Cos’è la chirurgia bimascellare
La chirurgia bimascellare prevede il riposizionamento chirurgico sia del mascellare superiore sia della mandibola.
Gli spostamenti vengono definiti durante la pianificazione preoperatoria sulla base dell’occlusione, delle caratteristiche scheletriche e delle proporzioni facciali del paziente.
Non significa necessariamente effettuare spostamenti molto ampi. In alcuni casi, distribuire la correzione tra entrambe le basi ossee permette di ottenere un equilibrio più coerente rispetto a concentrare tutto il movimento su una sola struttura.
Quando può essere indicata
L’indicazione dipende dal tipo di malocclusione e dalla posizione delle strutture scheletriche.
Una chirurgia su entrambe le basi può essere valutata, per esempio, quando il problema interessa contemporaneamente mascellare e mandibola oppure quando il loro riposizionamento combinato permette di raggiungere il rapporto programmato tra funzione e proporzioni del volto.
La decisione viene quindi presa sul singolo paziente e non semplicemente sulla base della classificazione della malocclusione.
Pianificazione dell’intervento
La moderna chirurgia ortognatica utilizza una pianificazione approfondita delle strutture cranio-facciali.
Lo studio permette di valutare come gli spostamenti di mascella e mandibola possano modificare l’occlusione e le proporzioni del volto prima dell’intervento.
È proprio questa pianificazione a stabilire se sia preferibile intervenire su una sola base ossea o su entrambe.
Cosa cambia nel volto
Il riposizionamento combinato può modificare il rapporto tra terzo medio e terzo inferiore del volto, la proiezione del profilo e il supporto dei tessuti molli.
L’obiettivo non è però quello di trasformare il volto secondo un modello prestabilito. La chirurgia deve cercare un equilibrio compatibile con l’anatomia individuale del paziente e con la correzione funzionale necessaria.
Conclusione
Nella chirurgia ortognatica, operare contemporaneamente mascella e mandibola non significa necessariamente trovarsi davanti a un intervento “più correttivo” rispetto alla chirurgia di una singola struttura.
La chirurgia bimascellare viene scelta quando il riposizionamento di entrambe le basi ossee rappresenta la strategia più appropriata per correggere la malocclusione e riequilibrare le proporzioni facciali.
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